
STORIA - L'Obiettivo
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Ciò che unisce i fondatori dell’associazione è la predisposizione alla solidarietà e all’aiuto del prossimo, ma il catalizzatore che attiva questi sentimenti è sicuramente l’aver fatto parte o tifato per la squadra del Torino. Il Toro, unico nelle sue tragedie, unico nell’accanimento del destino, unico nel riuscire a mantenere vivo nei propri sostenitori un tifo passionale e sanguigno, unico (o meglio primo, visto le successive marce di altre tifoserie) a muovere delle masse di tifosi anche solo per dimostrare dei valori o la propria identità, è anche unico nel creare questo tipo di iniziativa. Oggi proliferano in Italia migliaia di associazioni con finalità benefiche; “quelli” del Toro ci hanno pensato quasi 50 anni or sono. Il primo scudetto della solidarietà calcistica e sociale, quella vera e non mediatica, è proprio del Toro ed il merito principale è di chi ha avuto questa idea:
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![]() Cesare Martin II
Cesare Gallea
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Il verbale della prima assemblea |
La finalità umanitaria viene chiaramente estesa anche ad enti o persone meritorie e non obbligatoriamente inserite nell’ambito calcistico, ma è chiaro che chi ha militato nelle squadra granata è guardato con un occhio di riguardo. I soci fondatori inseriscono infatti nello statuto anche l’obiettivo di trasmettere nella vita quotidiana quei valori positivi acquisiti sul campo, di restare uniti anche a fine carriera e di mantenere vivo lo spirito granata nel tempo. Tutto questo senza mai dimenticare l’amore per il calcio, organizzando partite con la soddisfazione di raccogliere fondi per gli scopi dell’associazione. Ciò è definito dall’oggetto sociale dello statuto, rimasto immutato negli anni, con una stesura forse leggermente retorica ed elementare, ma genuina. |
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