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UN AMICO AFFIDABILE
di Giorgio Puia

   

 

Ho conosciuto Giorgio nel 1963 al Filadelfia, quando sono stato acquistato dal Torino insieme al “Paron” Nereo Rocco. Quello che mi ha colpito e che ricordo di più di Giorgio è la sua disponibilità ad essere sempre presente nei momenti difficili ed aiutarti a superarli. La sua frase ricorrente era : “non fare il mona!”
Nel primo anno a Torino non ho avuto la vita facile, l’ambientamento è stato più difficile di quanto immaginassi ma l’aver come amico il capitano mi ha aiutato molto sia in campo sportivo che nella vita di tutti giorni. Ricordo con nostalgia i tempi giovanili quando frequentavo casa Ferrini e le nostre mogli passavano le giornate insieme, con le figlie Cristiana e Cristina.

Anche se con Giorgio era difficile avere un grande dialogo, con quel suo carattere taciturno, ugualmente riuscivo a comunicare e ci si capiva sempre perfettamente; credo che il segreto di questo suo farsi capire con poche parole stesse nel suo modo di essere. Giorgio era benvoluto da tutti e non ricordo un solo compagno che abbia mai avuto qualcosa da ridire nei suoi confronti. A conferma di ciò ricordo che il Paron Nereo ha sempre avuto, nei confronti di Giorgio, un doveroso rispetto , cosa che non sempre accadeva con gli altri giocatori.

 

Nel 1972 io smisi di giocare e persi di vista Giorgio fino  quando, nel 1976, mi parlò di un possibile ritorno al Toro (l’allenatore era l’amico Radice): era un progetto che intendeva riunire nel settore giovanile come allenatori e collaboratori gli amici storici ed anche io ne facevo parte; fu per me una conferma della sua amicizia, la cosa mi inorgoglì, molto, ma purtroppo non ci fu il tempo per metterlo in pratica a causa della sua morte. Ora siamo qui ad onorare la memoria del caro Giorgio; sono passati 30 anni, ma credo di interpretare il pensiero di tutti gli amici e compagni  se dico che Giorgio è sempre vivo nei nostri ricordi.