Penso di aver avuto la straordinaria fortuna di conoscere un Ferrini speciale, oltre a quello normale cioè sensazionale che ho applaudito ed amato. Si tratta del Ferrini di un raro bianconero DOC, che vuol dire Documentata Origine Corretta, cioè Giampiero Boniperti grande amico mio. Già gli dovevo il più straordinario, efficace, onesto e intanto fantastico tributo a Valentino Mazzola: “il granata che aveva stoppato miracolosamente sulla linea della sua porta un mio tiro che io avevo già festeggiato come gol, e che nei pochi secondi in cui uscivo dall’area di rigore tenendomi la testa fra le mani per la delusione era già andato a segnare, laggiù, un gol nella porta mia”. Poi il debito è cresciuto “Tu non capisci niente di calcio – mi ha detto – e allora ti spiego che uno come Ferrini è il trenta per cento almeno di una squadra, e se il Toro, qualche volta ci contrasta, magari ci batte, la colpa è di Ferrini”. E la prima volta che gli dissi che la mediana bianconera che lui ha più amato, la diga Furino-Tardelli-Benetti rischiava di valere, tutta insieme, per la Juve quanto da solo Ferrini per il Toro, non si è neanche arrabbiato troppo.