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IL RAGAZZO STRAORDINARIAMENTE SEMPLICE
di Gianni Mori

   

 

Dovendo, quasi forzatamente, scrivere un pezzo in ricordo di Giorgio, mi sento percorrere da brividi pensando a quello che Lui, ragazzo schivo e riluttante, avrebbe commentato, per il clamore che in questi giorni viene sollevato intorno alla Sua persona, nell'infausta ricorrenza della prematura scomparsa.

Il mio ricordo è quello di aver vissuto per parecchi anni, gomito a gomito con un ragazzo buono e gentile pervaso da una timidezza al limite del pudore, sentimento questo che solitamente è prerogativa delle persone probe e giuste. Modesto oltre ogni limite, rivelava solo sul "campo" la forza interiore, con la quale era solito trascinare i suoi compagni, lottando per i colori granata con una profonda e totale dedizione. Che dire di più! Non voglio e non mi sento di eccedere in glorificazioni o in lodi sperticate che a Giorgio  avrebbero dato solo fastidio. Il suo proverbiale e quasi mitico modo di essere stato un ragazzo straordinariamente semplice mi trattiene, me lo impedisce!

 

La notte che Giorgio se ne andò, scrissi un pezzo musicale," La ballata del Capitano". Il testo doveva essere recitato da Cristiana, la figlia primogenita, ma l'emozione fu tanta, e la bimba, nonostante il vivo desiderio di dire anche in questo modo l'addio al suo papà, non ce la fece...E allora mi piace concludere questo breve ricordo di Giorgio, qui trascrivendo i primi versi di quella canzone:



Capitano, capitano, capitano,
Sei andato tutto solo via e lontano,
A giocare una partita che non terminerà più
Sopra un campo grande grande,
Dove l'erba è tutta blu…