Ho conosciuto Giorgio quando, lui nel Varese ed io nel Mantova, giocavamo da avversari in serie C nel campionato 1958/1959. Pur essendo direttamente in contrasto nel gioco, ed essendo entrambi dotati di grande temperamento, tra noi non ci fu mai uno screzio. Così in seguito, in serie A, ci trovammo di nuovo avversari, questa volta da capitani, lui del Torino e io del Mantova, e sempre mantenendo un competitivo ma leale rapporto.
Dopo qualche anno ci rincontrammo ancora, insieme questa volta, lui sempre capitano ed io nuovo allenatore del Torino. Così ho avuto modo di conoscerlo meglio ed apprezzarne ancor di più le sue qualità sia in campo che fuori. Capitano coraggioso e sempre disposto a proteggere e difendere i propri compagni e ad esaltare il proprio ruolo nell’attaccamento della maglia granata. Uomo di poche parole e molti fatti se n’è andato improvvisamente e troppo presto, degno erede di capitano Valentino. Ciao Giorgio sei e sarai sempre nei nostri cuori.