
I CALCIONI NEL SEDERE |
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Nel trentesimo anniversario della scomparsa del grande capitano Giogio Ferrini, affiorano nella mia mente i ricordi dei quattro anni passati come compagni di squadra, entrambi attori di epiche battaglie sul campo del mitico Filadelfia, con momenti di esaltazione e prestigio e altri di grande difficoltà e sofferenza. L’atteggiamento di Giorgio è sempre stato indirizzato verso un comportamento di fierezza e sacrificio agonistico nel tenere alto il valore dei nostri colori, quelli granata. Per noi, suoi compagni, è sempre stato un esempio nel trascinarci alla competizione sportiva con spirito di squadra e abnegazione. |
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Un grande ricordo che custodisco con orgoglio è quello di aver indossato per 2 partite (a Torino contro Atalanta e Catania) la fascia di capitano, da lui lasciatami, in uno dei suoi rarissimi momenti di assenza dai campi di gioco. Per me ha rappresentato un grande onore e considero ancora questo temporaneo avvicendamento un filo invisibile che ha ulteriormente unito due caratteri diversi ma con gli stessi valori. Con meno orgoglio ma con , allora, tanta rabbia ricordo invece un acceso derby Torino-Juventus Durante una fase concitata di gioco e dopo uno scontro ci fu un calcio di Castano a Rosato, io mi avvicinai ai due nel momento in cui Castano, per svincolarsi da Rosato che, alzatosi accennava ad una vendetta, mi colpì, forse involontariamente, con una gomitata. Tutto ciò scatenò delle reazioni immediate a catena culminate con la fuga per il campo di Sivori inseguito da Ferrini che cercava di affibbiargli dei calcioni nel sedere. Un ricordo con risvolti da film comico che ancora ora mi fa sorridere. Sicuramente meno comica le decisione dell’arbitro, che espulse Castano ed il sottoscritto con tutti i giocatori della Juve che indicavano Ferrini come giocatore da allontanare dal campo. All’espulsione si unirono 2 giornate di squalifica! |
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